30 Gennaio 2016
  • Lo sapevate che?

     

    L’Energia Termica è la prima tipologia energetica tra le fonti innovabili in Italia!

    Contrariamente a ciò che può apparire ad una prima impressione superficiale, nei consumi di energia da fonti rinnovabili degli Italiani il primato non va all’energia elettrica e nemmeno all’energia utilizzata nei trasporti, ma all’energia termica. Si, l’energia termica è la prima tra le rinnovabili! È ciò che emerge dall’ultimo rapporto statistico pubblicato dal GSE che presenta i risultati dei monitoraggi aggiornati al 2014: l’energia da fonte rinnovabile consumata in Italia è per il 49% energia termica, seguita dall’energia elettrica per il 46% e dall’energia utilizzata nel settore dei trasporti per il 5%. Prendendo, infine, in considerazione il contributo delle singole fonti ai consumi totali di energia rinnovabile, le bioenergie per la produzione di energia termica nel 2014 hanno fornito 7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, seguite dal settore dell’idroelettrico con 3,9 Mtep e dalle pompe di calorecon 2,6 Mtep.


    Il 21% delle famiglie italiane usa le legna per riscaldarsi e il 4% il pellet!

    L’uso di legna e pellet nel riscaldamento domestico è profondamente radicato nelle scelte degli italiani. Secondo una ricerca condotta nel 2014 dall’Istat il 21% delle famiglie del nostro Paese utilizzano apparecchi e impianti a legna per riscaldare le proprie case. Il primato va alla regione Umbria dove il 47,7% delle famiglie utilizza la legna e l’11,1% il pellet. Oltre 2 milioni di famiglie hanno installato una stufa a pellet soprattutto a integrazione del proprio impianto di riscaldamento.

    Attestato di Prestazione Energetica, come si rivaluta un immobile grazie all’installazione della biomassa

    Cos’è l’Attestato di Prestazione Energetica? L’A.P.E. (Attestato di Prestazione Energetica) è stato introdotto dal decreto 63/2013, poi convertito dalla legge 90/2013, al posto del precedente Ace (attestato di certificazione energetica). L’attestato identifica il consumo annuale di energia di un edificio fornendo un’informazione immediata relativamente all’aspetto energetico di un’abitazione. Molto spesso il problema principale di quando si propone un impianto di riscaldamento a biomassa è la spesa iniziale che il cliente deve sostenere. In realtà, la riqualifica energetica di un impianto di riscaldamento/acqua calda sanitaria non è va considerata come una spesa ma come un investimento che si protrae per tutti gli anni di vita dell’impianto. Le prestazioni energetiche sull’Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.) di un appartamento installando un’apparecchiatura a biomassa possono cambiare in termini migliorativi. Ad esempio, un’abitazione in zona climatica E (Pianura Padana) di 154 m² (volume lordo riscaldato di 630 m3), di non recente costruzione (anno 1968), riscaldata da una caldaia a metano da 34 kW con radiatori dotati ciascuno di testine termostatiche, è in classe energetica E con un consumo di 148 kWh/m²/anno. Installando una stufa a pellet da 10 kW, con funzione di integrazione della caldaia a metano, il consumo si abbatte fino a 87 kWh/m²/anno, con un cambio di classe energetica da E a B, consentendo quindi anche una rivalutazione economica dell’immobile.

    Dal conto termico 2.0 in arrivo novità  per apparecchi domestici e caldaie a biomassa

    Dopo l’ok della Conferenza Unificata Stato Regioni dovrebbe arrivare a breve la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che introduce novità e semplificazioni nel Conto Termico, il sistema di incentivi per la generazione di termica rinnovabile per la climatizzazione invernale.

    Per le stufe e le caldaie a biomassa che presentano i requisiti qualitativi previsti per l’accesso all’incentivo sono previsti alcuni positivi aspetti. Ne segnaliamo alcuni tra i più significativi:

    • nel caso in cui l’ammontare totale dell’incentivo non sia superiore a € 5.000, il GSE corrisponderà l’incentivo in un'unica rata;

    • saranno ammesse modalità di pagamento online e tramite carta di credito per attestare le spese sostenute;
    • verrà istituito il catalogo degli apparecchi domestici con potenza termica utile nominale inferiore o uguale a 35 kW. Acquistando uno dei prodotti della lista, l’operatore accede a un iter semplificato per la compilazione della scheda domanda, in cui non è necessario indicare i dati tecnici e prestazionali del generatore;
    • i termocamini a legna che nella precedente versione potevano sostituire esclusivamente i camini aperti potranno sostituire ora anche i camini e termocamini a focolare chiuso e le stufe a legna;

    Il Conto Termico è un incentivo per la rottamazione di vecchi impianti di riscaldamento di tutti gli edifici privati e pubblici, l’ammontare massimo può arrivare fino al 65% delle spese sostenute.

    Il Conto Termico non è una detrazione fiscale ma un incentivo all’energia termica rinnovabile.

     

    Di tutto questo si parlerà a Progetto Fuoco!

    (dati e testi AIEL)